Scala Richter e Mercalli: differenze, tabella ed esempi
La scala Richter misura la magnitudo di un terremoto, cioè l'energia rilasciata, con un solo numero decimale uguale ovunque (ad esempio 5,8); la scala Mercalli misura invece l'intensità, cioè quanto il terremoto è stato avvertito e quali danni ha causato in un luogo preciso, con numeri romani da I a XII. In altre parole: la Richter descrive il terremoto, la Mercalli descrive ciò che il terremoto ha fatto alle persone e agli edifici. Da questa distinzione nascono quasi tutte le confusioni più comuni, e chiarirla aiuta a leggere correttamente i bollettini sismici e le notizie che ogni giorno riportano magnitudo e intensità.
La scala Richter misura la magnitudo di un terremoto (l'energia rilasciata) con un solo numero, ad esempio 5,8; la scala Mercalli misura l'intensità, cioè quanto è stato avvertito il terremoto e quali danni ha causato in un luogo preciso, con numeri romani da I a XII. Lo stesso terremoto ha una sola magnitudo, ma intensità diverse in base a distanza, profondità e tipo di terreno. Oggi i servizi sismologici indicano la magnitudo momento (Mw), che ha sostituito Richter per i terremoti grandi, anche se i media continuano a dire «Richter».
Tabella delle magnitudo (Richter / Mw)
La magnitudo è un numero decimale ed è la stessa per tutti, ovunque ci si trovi. La scala è logaritmica: a ogni punto in più l'ampiezza delle onde si moltiplica per 10 e l'energia rilasciata per circa 32. Un terremoto di magnitudo 7,0 libera circa 1.000 volte l'energia di uno di magnitudo 5,0.
| Magnitudo (Mw) | Classe | Effetti tipici | Frequenza approx. nel mondo (all'anno) |
|---|---|---|---|
| Meno di 3,0 | Molto lieve | Registrato solo dagli strumenti; quasi mai avvertito. | oltre un milione |
| 3,0–3,9 | Minore | Spesso avvertito, ma raramente causa danni. | ~130.000 |
| 4,0–4,9 | Leggero | Oggetti e vetri vibrano; i danni sono poco probabili. | ~13.000 |
| 5,0–5,9 | Moderato | Può danneggiare edifici vulnerabili vicino all'epicentro. | ~1.300 |
| 6,0–6,9 | Forte | Può essere distruttivo nelle zone abitate, nel raggio di alcune decine di chilometri. | ~130 |
| 7,0–7,9 | Maggiore | Danni gravi su aree estese. | ~15–17 |
| 8,0 o più | Grande terremoto | Danni devastanti per centinaia di chilometri. | ~1 |
Classi e frequenze: valori indicativi di uso comune (medie mondiali approssimative, in linea con le statistiche dell'USGS). Gli effetti sono indicativi: dipendono dalla profondità dell'ipocentro, dalla distanza e dalla qualità delle costruzioni.
Scala Mercalli modificata (I–XII)
L'intensità Mercalli non si misura con gli strumenti: viene assegnata in base a ciò che hanno avvertito le persone e ai danni osservati. Per questo cambia da un luogo all'altro per lo stesso terremoto: può essere VIII vicino all'epicentro e appena III a centinaia di chilometri. In Sud America i terremoti sono frequenti perché la placca di Nazca scivola sotto la placca sudamericana (ne parliamo in Placche tettoniche in Sudamerica). In Italia i dati macrosismici storici usano la scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg), anch'essa a 12 gradi, mentre in Europa per i terremoti recenti si usa spesso la scala EMS-98.
| Grado | Scossa percepita | Cosa si avverte e quali danni ci sono |
|---|---|---|
| I | Non avvertita | Rilevata solo dagli strumenti. |
| II | Debole | Avvertita da poche persone ferme, soprattutto ai piani alti. |
| III | Debole | Percepibile in casa, soprattutto ai piani alti; molti non la riconoscono come terremoto. Sembra il passaggio di un camion. |
| IV | Leggera | Avvertita da molti al chiuso e da pochi all'aperto; vibrano stoviglie, finestre e porte; di notte qualcuno si sveglia. |
| V | Moderata | Avvertita da quasi tutti e molti si svegliano; alcuni oggetti cadono o si rompono. |
| VI | Forte | Avvertita da tutti e molti si spaventano; si spostano mobili pesanti; cade qualche intonaco e i danni sono lievi. |
| VII | Molto forte | Difficile restare in piedi; danni lievi o moderati negli edifici ben costruiti, considerevoli in quelli fragili; cadono alcuni camini. |
| VIII | Severa | Danni considerevoli negli edifici comuni, con crolli parziali; cadono camini, colonne, monumenti e muri. |
| IX | Violenta | Danni gravi anche in strutture ben progettate; edifici spostati dalle fondamenta; crepe visibili nel terreno. |
| X | Estrema | Vengono distrutte alcune strutture in legno ben costruite e la maggior parte di quelle in muratura e a telaio; frane e binari deformati. |
| XI | Estrema | Restano in piedi pochissimi edifici in muratura; ponti distrutti; ampie crepe nel terreno. |
| XII | Estrema | Distruzione totale; il terreno si deforma e gli oggetti possono essere scagliati in aria. |
Quale intensità corrisponde a quale magnitudo?
Non esiste un'equivalenza fissa tra magnitudo e intensità: l'intensità dipende dalla distanza dall'area di rottura, dalla profondità e dal terreno. Come ordine di grandezza, vicino all'epicentro un terremoto di magnitudo da 4 a 5 viene di solito avvertito con intensità IV–V, uno da 5 a 6 con V–VII, uno da 6 a 7 con VII–IX e uno di 7 o più con VIII o superiore.
Richter o «Ritcher»? Oggi si usa la magnitudo momento (Mw)
Si scrive Richter (R-i-c-h-t-e-r): la «ch» viene prima della «t». «Ritcher» è un errore molto comune. Il nome è quello di Charles F. Richter, il sismologo che propose la scala nel 1935 per misurare i terremoti in California.
La scala originale (magnitudo locale, ML) ha un limite: per terremoti di magnitudo vicina a 6,5–7 non rispecchia più la dimensione reale dell'evento. Per questo, dalla fine degli anni Settanta, si usa la magnitudo momento (Mw), calcolata a partire dal momento sismico (le dimensioni della faglia che si è rotta, quanto è scivolata e la rigidità della roccia) e affidabile anche per i terremoti più grandi. È il valore pubblicato dall'USGS e da molte reti sismiche nazionali; i media continuano a chiamarla «Richter» per abitudine.
In pratica la differenza per te è piccola: la magnitudo Mw si legge come quella Richter e la tabella qui sopra vale per entrambe. Alcuni esempi di Mw secondo l'USGS: Valdivia (Cile, 1960), 9,5, il più grande terremoto mai registrato; Tohoku (Giappone, 2011), 9,1; Maule (Cile, 2010), 8,8.
Differenze tra Richter e Mercalli
| Aspetto | Richter / Mw (magnitudo) | Mercalli (intensità) |
|---|---|---|
| Cosa misura | L'energia rilasciata dal terremoto | Gli effetti su persone, edifici e terreno |
| Come si ottiene | Con i sismografi | Con osservazioni, testimonianze e danni |
| Come si scrive | Numero decimale (5,8) | Numero romano (VII) |
| Valori per terremoto | Uno solo | Uno per ogni luogo |
| A cosa serve | Confrontare i terremoti tra loro | Valutare i danni e organizzare i soccorsi |
Un trucco per ricordarlo
- Richter = Rilevato dal sismografo: un numero con la virgola (6,3), lo stesso ovunque.
- Mercalli = Me lo racconta chi c'era, e i danni: un numero romano (VII) che cambia da luogo a luogo.
- Se vedi un decimale è la magnitudo; se vedi un numero romano è l'intensità.
Perché lo stesso terremoto ha una sola magnitudo e tante intensità
Un terremoto ha una sola magnitudo perché l'energia liberata dalla faglia è una sola, ma può avere molte intensità Mercalli perché gli effetti cambiano da luogo a luogo. I fattori che spostano l'intensità verso l'alto o verso il basso sono soprattutto quattro:
- Distanza dall'area di rottura: lontano dall'epicentro le onde arrivano più attenuate e l'intensità scende, anche di diversi gradi.
- Profondità dell'ipocentro: un terremoto profondo distribuisce l'energia su un'area più ampia e spesso si avverte in modo meno violento vicino all'epicentro.
- Tipo di terreno: terreni soffici, sabbiosi o di riporto amplificano le onde rispetto alla roccia compatta, e le zone di pianura alluvionale possono amplificare le vibrazioni.
- Qualità delle costruzioni: lo stesso scuotimento provoca danni molto diversi in un edificio in muratura non rinforzata e in uno progettato secondo le norme antisismiche.
Per questo, in un bollettino, la magnitudo è un dato unico per l'evento, mentre le intensità vengono assegnate località per località. È anche il motivo per cui, dopo un sisma, si legge spesso di un'intensità elevata nel comune più vicino all'epicentro e di un'intensità molto più bassa a decine di chilometri di distanza.
Come si legge un bollettino sismico senza confondersi
Quando arriva una notizia di terremoto, i dati che circolano sono di natura diversa e vanno letti con ordine. Un metodo semplice è chiedersi, per ogni numero, se descrive l'evento o i suoi effetti:
- Magnitudo (ML, Mw o simili): è il numero decimale che identifica la dimensione dell'evento; è lo stesso per tutti e serve a confrontare terremoti diversi tra loro.
- Profondità e coordinate: collocano l'ipocentro e aiutano a capire quanto lo scuotimento possa essere stato superficiale o profondo.
- Intensità (Mercalli, MCS o EMS-98): è il numero romano riferito a una località e descrive ciò che è stato avvertito e i danni osservati.
- Revisioni del dato: la magnitudo di un evento può essere rivista nelle ore successive, quando arrivano più stazioni e il calcolo si affina; una piccola differenza tra una prima stima e il valore definitivo è normale.
Anche il modo in cui ci si informa conta: per seguire l'evoluzione di un evento e delle condizioni al contorno, un'app come Contingencias, con mappa meteo in diretta e allerte sismiche globali, affianca i dati ufficiali con una lettura immediata del territorio. Sapere che cosa significano i numeri aiuta a non confondere una scossa ampiamente avvertita con un evento realmente distruttivo.
Dalla scossa alla scelta: cosa fare con questi numeri
Capire la differenza tra magnitudo e intensità ha un risvolto pratico, soprattutto in una zona sismica come il Nord-Est e la Pianura Padana, dove terremoti di magnitudo moderata possono comunque produrre intensità locali significative per effetto della profondità e dei terreni alluvionali. Alcuni accorgimenti utili:
- Non usare la sola magnitudo per valutare i danni: cerca l'intensità assegnata al tuo comune o le segnalazioni locali.
- Considera la profondità: a parità di magnitudo, un evento superficiale si avverte in modo più marcato vicino all'epicentro.
- Ricorda che la percezione personale non è una misura: ciò che avverti dipende dal piano dell'edificio, dal terreno e dal momento della giornata.
- Per i fenomeni meteorologici che accompagnano spesso le emergenze, come raffiche intense, può essere utile conoscere anche come si misura la velocità del vento con la scala di Beaufort.
In sintesi: la magnitudo risponde alla domanda «quanto è stato grande il terremoto?», l'intensità risponde a «quanto è stato forte qui?». Tenere separate le due domande è il modo più semplice per leggere correttamente qualsiasi notizia sismica.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra la scala Richter e la scala Mercalli?
Richter (oggi Mw) misura la magnitudo: l'energia del terremoto, con un numero unico. Mercalli misura l'intensità: gli effetti in ogni luogo, da I a XII. Una serve a confrontare i terremoti, l'altra a conoscerne l'impatto.
La scala Richter arriva fino a 10?
Non ha un limite teorico. Si dice spesso «da 1 a 10» per semplificare, ma la scala è aperta; il terremoto più forte mai registrato ha raggiunto Mw 9,5 (Cile, 1960). I 12 gradi sono quelli della scala Mercalli.
Cosa si avverte con un terremoto di magnitudo 4,5?
Vicino all'epicentro si avverte chiaramente, con intensità intorno a IV–V nella scala Mercalli: vibrano oggetti e finestre e può svegliare chi dorme, ma raramente causa danni importanti. Se è profondo o lontano, si nota meno.
Perché ogni agenzia indica una magnitudo diversa per lo stesso terremoto?
Ogni rete elabora i propri dati e le prime stime vengono riviste nelle ore successive. Differenze di uno o due decimi tra agenzie sono normali; conviene guardare l'aggiornamento più recente.
Si possono prevedere i terremoti?
No. Oggi non è possibile stabilire con precisione quando, dove e con quale magnitudo avverrà un terremoto. Quello che puoi fare è prepararti: costruisci un kit di emergenza sismica e scopri cosa fare durante e dopo un terremoto.
Come essere informato di un terremoto vicino
Vigía, la funzione di allerte di Contingencias Premium, ti avvisa dei terremoti di magnitudo 4,5 o superiore entro 100 km dalla tua città o dal tuo campo (sono i valori iniziali e puoi modificarli). È un avviso a posteriori: arriva quando il terremoto è già stato registrato, non lo anticipa. Scopri Vigía. Per capire come vengono registrati questi terremoti, leggi Come si misurano i terremoti.
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